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venerdì 13 giugno 2008

Grazie, Irlanda! Ma è democrazia?!?

Dopo il "no" dei irlandesi al Trattato di Lisbona sono andata a cercare le reazioni. E mi sono imbattuta in questo post di Andrea Bonanni.

Cito:
"Io però in questa sede di discussione e di confronto più libera vorrei porre il problema del referendum. Ma siamo davvero sicuri che questa massima espressione della democrazia diretta sia il modo migliore per gestire scelte difficili in società complesse come sono quelle attuali? L’Europa ha già collezionato una lunga serie di (Irlanda due volte, Danimarca, Svezia, Francia, Olanda) su temi diversi e con motivazioni diversissime, spesso contrapposte. E anche in Italia, a partire dal referendum sul nucleare per arrivare a quello sulla fecondazione assistita, il risultato delle consultazioni popolari su scelte particolarmente complesse non si è sempre dimostrato di grande lungimiranza. Uno dice: questa è la democrazia, adeguiamoci. Va bene. Ma che democrazia è quella in cui la gente si pronuncia su temi che non conosce facendo scelte di cui non può prevedere gli effetti? Anche su questo, forse, occorrerebbe riflettere."

Ha ragione Travaglio! Qui si vuole capolvolgere tutto!
A seguire questa logica arriviamo alla conclusione che il popolo, questo "gregge ignorante", non dovrebbe neanche essere interpellato per decidere il proprio futuro e quello dei suoi figli. Una carta firmata praticamente in bianco(Con le rettifiche già previste)??Dovrebbero farci stare tranquilli articoli come questi:
Citazione (dall' articolo di Daniele Framarin su "Luogocomune"):
"Nella Dichiarazione riguardante le Spiegazioni della Carta dei Diritti Fondamentali, che secondo l'Art. 49b (51) TUE ("Allegato") sono parte costituente dei Trattati, dunque sono parimenti vincolanti, sta scritto:
3. Le disposizioni dell'articolo 2 della Carta corrispondono a quella degli articoli summenzionati della CEDU e del protocollo addizionale e, ai sensi dell'articolo 52, paragrafo 3 della Carta, hanno significato e portata identici. Pertanto le definizioni "negative" che figurano nella CEDU devono essere considerate come presenti anche nella Carta:
a) articolo 2, paragrafo 2 della CEDU:
"La morte non si considera cagionata in violazione del presente articolo se è il risultato di un ricorso alla forza resosi assolutamente necessario:
a) Per garantire la difesa di ogni persona contro la violenza illegale;
b) Per eseguire un arresto regolare o per impedire l'evasione di una persona regolarmente detenuta;
c) Per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o un'insurrezione";
b) articolo 2 del protocollo n. 6 della CEDU:
"Uno stato può prevedere nella propria legislazione la pena di morte per atti commessi in tempo di guerra o in caso di pericolo imminente di guerra; tale pena sarà applicata solo nei casi previsti da tale legislazione e conformemente alle sue disposizioni ...".

oppure

citazione:
"la Clausola di Solidarietà:"se c'è da contrastare azioni terroristiche in un qualsiasi paese".. ( e cosa siano le " azioni terroristiche " NON è definito, rimane una nozione totalmente vaga) tutti i paesi dell'Unione, anche se in disaccordo, devono partecipare alle azioni militari, alle guerre di aggressione ed alle missioni di pace in paesi terzi - quindi al di fuori dell'Unione Europea - di fatto senza che esista più diritto di veto per i paesi che non sono d'accordo. In pratica, senza alcun dibattito pubblico, senza dibattiti nei parlamenti nazionali, l'Unione Europea viene trasformata in una alleanza fortificata con l'obbligo al riarmo ed agli interventi fuori dai propri confini."

Non stiamo neanche a citare altre clausole perchè probabilmente siamo troppo deficienti per capirle...
Mi chiedo come mai non c'è mai stato un dibattito, come mai non ci hanno "illuminato"? Il silenzio che ha accompagnato questo trattato è sin troppo eloquente.

Sul nucleare non siamo stati lungimiranti, dice Bonanni...(è una sua opinione personale..)Di fatto non stanno tenendo conto della volontà del popolo.Il governo ha già deciso diversamente. E non mi dovrebbe preoccupare tutto ciò??
Una volta mi hanno detto che lo Stato siamo noi, e che il parlamento ci rappresenta. Adesso lo Stato sono loro! lì, nella stanza dei bottoni e rappresentano solo se stessi.

Ambeh'. dimenticavo...le cose sono complesse.. ho già sentito questa espressione ("Annozero") quando si parlava del film "Il Divo". Lo diceva il personaggio di Andreotti e lo ripeteva Cirino Pomicino. Le cose diventano sempre complesse quando ci si barcamena tra varie fazioni e vanno accontentati i vari poteri, ma questo non c'entra niente con il benessere della cittadinanza.



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